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Cristiani nel mirino

L’Uzbekistan è ricco di città meravigliose e tramanda una cultura che affonda le radici nella notte dei tempi, ma il clima è ostile per chi si allontana dalla religione ufficiale.

Paradossalmente è la paura del terrorismo a rendere la vita dei cristiani uzbeki tanto difficile. L’Uzbekistan è un paese a maggioranza musulmana, le chiese hanno l’obbligo di registrarsi, i cristiani vengono controllati e le manifestazioni evangelistiche sono espressamente vietate.


Missione e relazione

ACP opera da diversi anni con le chiese dell’Uzbekistan e incoraggia il lavoro missionario nel Paese, soprattutto nell’ambito della fondazione di chiese, un versante su cui gli uzbeki sono molto attivi. Sosteniamo missionari e pastori che operano in diverse regioni del Paese, e in questo modo permettiamo loro di concentrarsi a tempo pieno nel servizio. Molti di loro provengono da famiglie musulmane, per cui conoscono i bisogni e le domande dei loro connazionali e sanno come relazionarsi con loro.


Multe esorbitanti

La conversione dall’islam al cristianesimo non è ben vista in questo Paese: chi diventa cristiano deve aspettarsi di venire emarginato dalla società, e chi viene sorpreso a parlare di Gesù deve pagare multe esorbitanti. ACP aiuta finanziariamente i cristiani che vengono sanzionati dalle autorità; inoltre le assidue visite dei nostri collaboratori incoraggiano e sostengono i credenti che vivono situazioni particolarmente difficili.

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