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tuerkeiSyrien3 2 slIl silenzio di Kobane

Nel corso della primavera 2015, la maggior parte dei 6000 rifugiati che abbiamo assistito è tornata a Kobane. Stanno cercando di ricominciare una vita fra le macerie della loro città, che a causa dell’intervento dell’Isis risulta distrutta al 90 per cento e praticamente inabitabile. Mancano l’energia elettrica, l’acqua e tutto ciò che è indispensabile per sopravvivere. Sotto i cumuli di macerie sono ancora sepolti i cadaveri di parenti, amici e nemici. Il rischio di epidemie è alto.

Un panificio industriale
ACP è riuscita a concludere la costruzione di un panificio industrialemobile e, dopo aver superato numerosi ostacoli burocratici, ha trasportato la struttura a Kobane. Il laboratorio è in grado di fornire giornalmente pane a circa 30.000 famiglie.

L’assistenza medica
Tre sponsor, di cui uno principale, hanno raccolto in poco tempo i fondi per allestire una clinica mobile del valore di 100.000 euro per Kobane e dintorni. Essa contiene attrezzatura adatta a eseguire interventi in anestesia locale, per assistere nel parto e il trattamento per le donne dopo l'abuso sessuale. Medici curdi e sudcoreani sono pronti a iniziare il lavoro. Anche questo dimostra che la popolazione locale non è stata abbandonata né dimenticata.

Un aiuto per il reinsediamento
ACP ha potuto acquistare un terreno di 2000 metri quadri per costruirvi, su richiesta del sindaco della città, un centro culturale e di assistenza. È previsto l’allestimento di una scuola, un ambulatorio, locali polifunzionali, oltre alla distribuzione di beni umanitari e aiuti alla popolazione. Al momento la Turchia sta chiudendo la frontiera con la Siria, e il percorso alternativo per accedere alla Siria settentrionale è sotto il tiro delle armi russe. Stiamo facendo tutto il possibile per ottenere i permessi dalle autorità turche, in modo da trasportare i generi di prima necessità a Kobane attraverso la frontiera turco-siriana. Finché non avremo le autorizzazioni per iniziare i lavori di costruzione, il nostro terreno offrirà comunque alloggio a cinque coppie anziane che non possiedono più nulla e che, con il nostro aiuto, si stanno occupando di una cinquantina di bambini orfani.

Grida silenziose
I media non parlano più di Kobane. Anche in città c’è un silenzio pesante, interrotto da grida di dolore, accompagnato dalle lacrime, dal lutto e dalla sofferenza indescrivibile delle vittime del terrorismo dell’Isis. Aiutateci ad accompagnare queste persone sulla strada verso un futuro migliore.