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Un futuro da inventare

Negli ultimi anni Belgrado è diventata una metropoli moderna, e oggi conta numerose catene di negozi occidentali. La spettacolare trasformazione, accompagnata da un’intensa attività edilizia, ha avuto ripercussioni anche sulle periferie, ma è in netto contrasto con la realtà sociale del paese. La Serbia soffre infatti di un alto tasso di disoccupazione, di corruzione e continua a soffrire i postumi delle guerre jugoslave.

Le casse dello Stato sono vuote: in Serbia il numero dei pensionati supera quello della popolazione attiva, e questo rende ancora più difficile la vita per la popolazione anziana e le fasce più deboli. Particolarmente colpito da tale situazione di crisi è il popolo rom, che conta 600 000 membri dislocati in insediamenti attorno alle aree urbane.

Segnali di speranza
Dal 1995 ACP lavora a stretto contatto con alcune organizzazioni locali impegnate concretamente e senza riserve nel sostegno delle persone discriminate e dei più bisognosi.
L’invio costante di generi di prima necessità, la distribuzione annuale di pacchi regalo per Natale e i soccorsi mirati in caso di catastrofe naturale, come quelli attivati dopo l’ultima alluvione, sono in grado di portare un sorriso su volti solitamente tristi e di far nascere una nuova speranza nel cuore della gente.
Inoltre presso la scuola materna Miric, che sorge accanto a un campo rom, incoraggiamo i bambini fornendo loro le basi didattiche e motivandoli ad affrontare la fase della scolarizzazione.