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Il vangelo in Siberia

Appena la perestroika ha archiviato il comunismo, in Unione Sovietica sono iniziati ad arrivare alcuni storici missionari di ACP - come Waldemar Sardaczuk, Hans Ollesch, Johann Mertes - che già da tempo seguivano, in segreto, le chiese locali. Coloro che fino ad allora avevano contrabbandato Bibbie e visitato clandestinamente i cristiani perseguitati ora avevano la possibilità di diffondere senza limitazioni il messaggio del vangelo, incoraggiando i pochi cristiani presenti a non arrendersi. All’inizio i credenti erano pochi e le chiese molto piccole; oggi, venticinque anni dopo, le chiese spuntano ovunque, crescono e da esse nascono a loro volta altre chiese in tutta la regione. La dinamica è molto semplice: i credenti iniziano a incontrarsi nelle case, e quando non c’è più spazio per tutti si cerca un luogo di culto apposito.

Obiettivo taiga
La Siberia è una regione enorme, dove vivono etnie - evenchi, eveni, chakassi, jakuti, ciukci, buriati - che non sono state ancora raggiunte o sono state raggiunte solo in parte dal messaggio del vangelo. Da anni visitiamo i villaggi nel cuore della taiga con diversi gruppi missionari. Il mese di febbraio è ideale per queste visite, dato che i fiumi sono ghiacciati e possono essere attraversati a piedi. Del resto non ci sono vere strade che colleghino un villaggio all’altro. Nei nostri viaggi portiamo la buona novella e fondiamo chiese; inoltre incoraggiamo all'azione nuovi missionari, che devono essere pronti a vivere in mezzo alla neve e al ghiaccio per buona parte dell’anno, senza elettricità, internet e cure mediche. In queste regioni remote le visite dall’esterno sono molto rare: vengono attese per anni e per questo sono particolarmente apprezzate.

Chiese con una visione
Le chiese sono motivate, e mandano collaboratori per fondare nuove chiese in zone sempre più remote: a nord, tra le popolazioni della Siberia settentrionale, e a sud, in zone dominate dall’islam, come la Cecenia, il Daghestan e l’Inguscezia, dove testimoniare la fede cristiana è particolarmente pericoloso. La nostra missione è sempre al loro fianco e i frutti non mancano: «oggi, dopo 23 anni - sostiene il responsabile del movimento -, possiamo guardare con soddisfazione al grande lavoro svolto nel profondo nord. Grazie anche all’aiuto di ACP solo in Siberia sono nate più di 230 chiese».