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Un tocco di colore per il Kosovo

L’impegno di Artur Krasniqi, iniziato ai tempi delle guerre jugoslave, ha portato alla nascita di una chiesa particolarmente vitale, capace di portare aiuto e speranza nel Paese

Durante le guerre jugoslave degli anni Novanta Artur Krasniqi è rimasto a Pristina, a rischio della vita, per prendersi cura dei pochi cristiani locali. Nel corso della sua permanenza ha fondato una chiesa cristiana particolarmente vitale, che ancora oggi sta svolgendo un eccellente lavoro fra senzatetto, rom, bambini e musulmani. ACP sostiene Artur, sua moglie Brekina e alcuni collaboratori a Pristina.

Asilo nido
L’asilo nido e la scuola materna a Pristina sono oggi istituzioni molto apprezzate. La moglie di Artur le gestisce in modo talmente professionale che i genitori di ogni quartiere della città desiderano affidarle i loro figli.

Seconda mano
ACP rifornisce le chiese di vestiti. Parte dei capi va direttamente alle persone bisognose, parte viene invece venduta nei negozi che trattano articoli di seconda mano. In questo modo si creano posti di lavoro per la popolazione kosovara, offrendo a molti giovani l’opportunità di guardare con fiducia al futuro. Con gli introiti delle vendite, inoltre, si sostengono altri progetti umanitari nel Paese.

Incontri per bambini
Ogni sabato un centinaio di bambini si presenta nel locale della comunità per giocare, divertirsi, ascoltare storie della Bibbia. Il gruppo cresce settimana dopo settimana. Ogni anno si svolgono campi per bambini i cui genitori non hanno né un posto di lavoro né il denaro necessario per permettersi il lusso di una vacanza per i loro figli. In questi campi i partecipanti hanno la possibilità, almeno per qualche settimana, di essere soltanto bambini, senza preoccupazioni più grandi di loro.

Fondazione di chiese
Un team della Kosova Church attraversa il Paese svolgendo campagne di evangelizzazione e fondando nuove chiese. Le squadre evangelistiche in Kosovo sono poche, ma l’impegno dei membri è notevole; in questo modo riescono a portare un prezioso e necessario tocco di colore nella quotidianià triste e rassegnata del loro Paese.