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La crisi di un Paese meraviglioso

Tutto il mondo invidia l'Italia e i suoi tesori: migliaia di chilometri di coste, panorami mozzafiato, borghi di grande fascino, città d'arte, clima favorevole e una tradizione culinaria di eccellenza. Eppure, al di là di questo quadro da cartolina, da più di dieci anni il Paese sta vivendo un momento difficile.

La crisi internazionale, unita a decenni caratterizzati da sprechi, errori nella gestione dei fondi pubblici e scelte politiche poco lungimiranti ha portato a una realtà sconsolante: il tasso di disoccupazione sfiora in certe zone il 23% della popolazione, e tra i giovani raggiunge addirittura il 40,1% (dati Istat 2016); il divario economico tra nord e sud del Paese è particolarmente visibile e provoca malumori su cui fanno leva i partiti populisti; la crisi finanziaria ed economica ha coinvolto diverse banche, e il disincanto della popolazione verso la politica ha dato spazio a movimenti che propongono soluzioni demagogiche ma al momento non sono in grado di dare risposte concrete ai problemi sul tappeto. A questa situazione di incertezza si aggiunge l'emergenza profughi: ogni anno sbarcano sulle coste italiane 200.000 richiedenti asilo che il Governo tenta di accogliere, mentre l'Unione europea rimane incerta sulla linea da seguire. L'incertezza trova spazio anche in campo spirituale: per decenni la religiosità è stata intesa in chiave esclusivamente formale; questo ha comportato un allontanamento da una prospettiva cristiana sulla vita e, di conseguenza, a un rinnovato interesse verso le discipline orientali e lo spiritismo. Oggi si può affermare che la metà degli italiani non è mai stata davvero raggiunta dal messaggio del vangelo.


Le sfide sono numerose e di grande portata. ACP non può affrontarle tutte, ma ha deciso di attivarsi per fare la sua parte su alcune questioni focali, in collaborazione con realtà radicate sul territorio.