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Xi Jinping è il primo Presidente della Cina che ha affermato di non voler giudicare la fede religiosa come forza politica bensì in base ai suoi adepti. Il suo programma di registrazione delle chiese domestiche suscita tuttavia reazioni contrastanti: non è chiaro, infatti, quali siano le condizioni e le intenzioni che si celano dietro tale intento. Probabilmente non si tratta di un gesto disinteressato: secondo gli osservatori l’obiettivo è aumentare il controllo da parte del Governo sui credenti, e per questa ragione i cristiani temono per il proprio futuro.

Ringraziamo:
- per il coraggio dei cristiani cinesi e l’ampia diffusione della nostra fede

Preghiamo:
> che in Cina si aprano nuove spazi per la liberta religiosa;
> che i cristiani ricevano la saggezza di gestire nel modo migliore la richiesta di registrazione partita dal Governo;
> che gli ambiziosi obiettivi missionari della chiesa clandestina in Cina vengano raggiunti (tra questi, in particolare, il progetto di avvicinare 400 milioni di studenti all’evangelo).