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Madagaskar Wirklich freiMadagascar: dalla prigione alla (vera) libertà

Sono pochi coloro che, usciti di prigione, continuano il loro cammino di fede. Eppure alcune esperienze - come quella di Jean e Nambinina - ripagano dalle delusioni e ci spingono a continuare.

La vita “dopo”
«Quando si lavora con i detenuti, è interessante osservare che cosa succede una volta che ritornano in libertà», racconta Luciano collaboratore di ACP. Molti ex detenuti ritornano nel loro vecchio ambiente e alle abitudini di una volta, dimenticando Dio. Ci sono tuttavia anche casi incoraggianti, come quello di Jean e Nambinina. Entrambi hanno trascorso 19 mesi dietro le sbarre e lì hanno imparato a conoscere Gesù grazie al nostro lavoro fra i detenuti.

Test di autenticità
I due sono ritornati al loro villaggio d’origine. Come reagiranno i parenti e gli amici alla nuova impostazione che hanno dato alla loro vita? Jean e Nambinina hanno iniziato subito a raccontare agli altri dell’amore di Dio. In breve tempo è sorta una chiesa frequentata da 37 persone. Che cosa fare ora? I due si pongono numerose domande. Noi sosteniamo il loro gruppo nei limiti delle nostre possibilità; una volta al mese, il pastore di una comunità “vicina” li visita e anche Luciano li segue, nonostante la distanza, insegnando loro a preparare delle prediche e a gestire dei culti di adorazione.
I due hanno un cuore ardente e sono molto motivati. Sperimentano l’amore di Dio nella loro vita e vogliono renderne partecipi anche altri. E noi desideriamo restare al loro fianco in questa loro missione.