aktuell news head it

N Madagascar

Madagascar: malaria in agguato

Trasportato su una barella improvvisata per 32 km attraverso la foresta: una corsa contro il tempo per salvare il pastore Jeanty

Una piccola puntura
Tutto nasce da una piccola puntura di zanzara. Il 7 febbraio il pastore Jeanty si ammala improvvisamente di malaria, che gli provoca forti dolori. La malaria in Madagascar non è una malattia rara e la gente sa come trattarla; il pastore cerca un medico che si limita a somministrargli del paracetamolo. Ma le condizioni di Jeanty peggiorano notevolmente, tanto che entra in coma.

I suoi amici si attivano immediatamente. Sono consapevoli che la sua sopravvivenza sarà una corsa contro il tempo. Lo trasportano per 32 km su una barella improvvisata fino all’ospedale più vicino, ma arrivati lì devono constatare che il personale sanitario non è in grado di aiutare il paziente. A questo punto inizia una collaborazione tra missioni cristiane: la Helimission trasporta Jeanty in elicottero nella capitale Antananarivo, dove è già in attesa l’ambulanza dell’organizzazione MHM, partner di ACP, per trasportare il pastore in uno degli ospedali cittadini.


Gli amici non si arrendono
È necessaria un’analisi del sangue ma l’ospedale non ha un laboratorio. I fratelli non si arrendono: procurano medicinali, siringhe e trasportano i campioni di sangue in un laboratorio esterno. Convincono i dipendenti a lavorare anche di sabato e a svolgere immediatamente le analisi. Queste rivelano un blocco renale. È urgente eseguire una dialisi ma l’ospedale non ha i macchinari necessari. Jeanty viene trasferito in un altro ospedale meglio equipaggiato, dove la prima domanda che viene posta è: «Potete permettervelo?»

Nel frattempo è arrivata anche la moglie del pastore, che assiste all’impegno comune di tante persone che lottano per la vita del marito, in preghiera e con i fatti. Purtroppo il 21 febbraio, a due settimane dall’inizio del dramma, Jeanty muore. Il nostro missionario Jean Forschlé scrive: «Prima di ricevere una moto da ACP, Jeanty percorreva a piedi 30 km con la moglie e i figli per visitare vari villaggi, condurre le persone a Gesù e curarsi di loro. DI pastori così ce ne vorrebbero a centinaia. Ci pieghiamo alla volontà del nostro Signore sapendo che la morte non è la fine».

ACP è in lutto per la perdita del pastore Jeanty in Madagascar. È vissuto solo 33 anni e lascia moglie e quattro figli, di cui il più piccolo ha appena 19 mesi. Pregate per loro.