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Indonesia 30 Indonesia | Una duplice missione

Sono* sull'isola di Giava per coordinare gli aiuti di ACP e di Missione Neemia dopo l'eruzione del vulcano Merapi.

Una brusca frenata

Prendo un taxi per raggiungere l'area del disastro; nel corso del viaggio chiedo al conducente se abbia perso qualche familiare nella tragedia, e lo vedo annuire: "Sì, ci sono molti dei miei parenti tra le vittime". Se fossi morto anche tu - gli chiedo - ti ritroveresti con Dio o all'inferno?

L'uomo preme così violentemente sul freno che vengo proiettato in avanti, dal sedile posteriore, fino quasi al cruscotto. Ferma l'auto e vedo il sudore che gli scorre sul viso: "Sarei all'inferno!", ammette. Poi confessa che due giorni prima dell'eruzione aveva lasciato la moglie e i due figli per andare a vivere con un'altra donna: per un musulmano praticante un'azione simile prevede l'inferno.

Un pianto di gioia

Estraggo dal mio zaino un Nuovo Testamento in indonesiano e gli leggo il passo di 1 Giovanni 1:9: «Ma quando confessiamo i nostri peccati, Dio dimostra di essere fedele e giusto. Egli perdonerà i nostri peccati e ci purificherà da ogni male». Proseguo parlandogli dell'amore di Dio Padre e di Gesù Cristo, che ha pagato per i nostri peccati. Come un uomo che sta annegando, il tassista si aggrappa a questo messaggio di salvezza. Confessa i suoi peccati e chiede perdono a Dio donando la sua vita a Gesù. Scoppia poi di nuovo in un pianto, questa volta di gioia. Gli dico di tornare da sua moglie e dai figli e di chiedere perdono a loro, come pure alla donna con cui aveva deciso di andare a vivere. Egli promette di farlo e accetta con gratitudine il Nuovo Testamento.

Bibbie a ruba

Tre mesi dopo sono di nuovo all'aeroporto di Yogyakarta e sto prendendo un taxi. Un tassista si precipita e si mette a discutere con il mio: lo riconosco, è quello che mi aveva accompagnato l'altra volta; lascio quindi il primo veicolo e mi siedo nella sua auto. Una volta soli, mi chiede subito se ho con me altre Bibbie: ne ha bisogno per tutta la famiglia, compresa sua suocera. L'uomo è entusiasta: "Dopo il nostro incontro sono subito tornato a casa per chiedere perdono alla mia famiglia e a mia suocera. Poi ho chiesto perdono anche alla donna per cui volevo lasciare tutto e le ho detto che avevo deciso di tornare dalla mia famiglia. Tutti mi hanno perdonato".

I suoi cari ora sono sempre con lui, desiderano leggere la Bibbia ma ognuno vorrebbe avere la sua copia personale.

Il nostro aiuto pratico ha assicurato agli sfollati la sopravvivenza fisica. La diffusione della Parola di Dio ha portato vita eterna.


*testimonianza del responsabile di progetto ACP