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Carceri Bulgaria Bulgaria | Un dono che libera

Nel mese di dicembre 2018, prima del periodo natalizio, un gruppo di 5 italiani e 2 svizzeri ha visitato alcuni istituti penitenziari in Bulgaria per portare doni ai detenuti, ma soprattutto per portare la buona notizia del dono di Dio per noi, Cristo Gesù.

Le giornate sono state programmate da un referente di Acp che, con impegno e dedizione, ha riempito mattine e pomeriggi organizzando incontri in diverse carceri.

La vita nelle celle bulgare è delle più difficili. Stanze fredde, buie, sporche, con condizioni igieniche precarie; in alcuni casi sovraffollate, in altri così piccole da non dare nemmeno lo spazio per respirare. Non esiste nessun tipo di reinserimento del carcerato nella società una volta scontata la pena e il più delle volte i carcerati sono abbandonati da tutti, anche dalle loro famiglie. Volti tristi, soli, stanchi, arrabbiati, amareggiati, senza una speranza.

Molti detenuti sono in carcere in seguito a piccoli furti compiuti per dar da mangiare alla famiglia; altri sono lì per reati molto più gravi: la loro vita è stata segnata da un'azione che non può essere cancellata e li condanna a una vita dietro le sbarre.

Cristo, che è morto anche per loro, non si dimentica però della loro pena e desidera donare loro un avvenire e una speranza. La loro condizione di schiavi del peccato non è diversa da quella degli uomini liberi; tutti hanno un disperato bisogno del perdono di Dio, del suo amore e della redenzione.

Diversi gruppi di carcerati hanno incontrato il team italiano; in tutto più di 600 persone (comprese varie guardie carcerarie) hanno ascoltato il messaggio del Vangelo: un messaggio che, se accolto, libera dalle sbarre del peccato, dona perdono e un futuro di speranza. La Bibbia parla di personaggi che, nonostante la prigionia, sono stati usati da Dio per il Suo piano. La nostra preghiera è che anche gli uomini dietro le sbarre delle carceri bulgare possano ricevere Cristo ed essere usati da lui.

Ci ha commosso in particolare la vicenda raccontata da un detenuto che tempo prima aveva ricevuto una copia del Vangelo: si era reso conto di poter usare quei fogli per prepararsi le sigarette, e giorno dopo giorno ne strappava uno a quello scopo. Prima di usarli, però, leggeva per curiosità il testo contenuto. Quella lettura, gradualmente, lo ha toccato in profondità: arrivato al Vangelo di Giovanni, quell'uomo si è ravveduto ed è stato salvato. Che gioia sapere che in quel posto di tenebre c’è una luce che può testimoniare del grande amore di Dio!

“Ricordatevi dei carcerati, come se foste in carcere con loro”.
Ebrei 13:3