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Griechenland FluechtlingeGrecia: dove finisce l’odissea?

Dopo l’arrivo in Grecia, il viaggio dei rifugiati continua all’interno del Paese. A Tessalonica una piccola realtà evangelica si sta impegnando insieme ad ACP a dare un fattivo contributo.

Il campo di Idomeni, inadeguato a garantire le condizioni minime di vivibilità ai migranti, è stato chiuso dalle autorità e 1200 degli 8400 rifugiati che vivevano lì sono stati trasferiti in vari hotspot nei dintorni della città di Tessalonica. In questa regione vivono già 25000 famiglie greche senzatetto. Dove sistemare altri 1200 rifugiati? Le autorità non hanno una risposta a questa annosa domanda.

Una comunità piccola di grande impatto
Qualsiasi aiuto è ben accetto. Insieme al nostro partner locale, la chiesa pentecostale di Tessalonica, abbiamo creato in uno degli hotspot un “Mother and baby care”: in una grande tenda le madri possono curare indisturbate i loro bambini e ricevono cibo, pannolini, articoli per l’igiene e indumenti per i bebè. Una collaboratrice a tempo pieno assiste le mamme e si occupa dei loro bisogni. Offriamo inoltre, per cinque giorni la settimana, la possibilità di frequentare lezioni scolastiche a 70 bambini e forniamo regolarmente cibo a 1500 rifugiati, con picchi di 5000. Le autorità sono rimaste sorprese da questo enorme sforzo da parte di comunità così piccola.

Verso il futuro
Oltre ad assistere i rifugiati ci stiamo preparando alle sfide future. Alla fine di dicembre gli hotspot saranno infatti chiusi e i 1500 rifugiati che ci vivono saranno sistemati nelle vicinanze della comunità cristiana di Tessalonica. Con la ristrutturazione dell’edificio comunitario e la costruzione di nuovi spazi la chiesa si sta preparando ad affrontare in modo adeguato questi nuovi bisogni: e, in questo senso, i due container inviati da ACP, contenenti lavatoi, docce e WC, sono un enorme aiuto per affrontare una situazione sanitaria precaria.
L’aiuto offerto dai cristiani suscita domande. Così abbiamo occasione di raccontare a molti rifugiati che l’amore di Dio è all’origine del nostro lavoro. La gente sperimenta l’amore pratico come un segno dell’interesse di Dio nei loro confronti e un balsamo per le loro anime lacerate. I cuori si aprono e presto potremo celebrare il primo battesimo.