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Laos 39Siria | La sofferenza delle vittime

Questa madre piange per la sua bambina, Dejle. La famiglia appartiene alla nostra chiesa di Kobane.

Non ho più nessuno. Avevo solo la mia bambina. La Turchia sta combattendo contro di noi, gli americani ci hanno lasciato, i curdi nei Paesi vicini tacciono, i siriani ci stanno lasciando al nostro destino; inoltre, non vedo alcuna organizzazione per i diritti umani, nessuno ci aiuta. Non siamo esseri umani anche noi?”. Ecco il video con il grido di aiuto di questa madre: https://vimeo.com/366664262

Persa, disperata, abbandonata. Questa madre in lutto e il suo caso sono rappresentativi di migliaia di destini individuali, migliaia di vittime invisibili del crescente conflitto in Medio Oriente.

La prima vittima conosciuta di questa guerra è una bambina di nome Dejle. Madre e padre sono entrambi membri della nostra chiesa di Kobane, in Siria. La famiglia vive nella città di confine di Ra’s al-’Ain, che è stato uno dei primi obiettivi dell’azione militare turca. Il padre si è unito alla lotta in difesa della città e ora non sappiamo dove sia e cosa stia facendo. La piccola figlia è stata uccisa nei bombardamenti degli ultimi giorni. Ciò che rimane è una madre in lutto che si sente abbandonata dal mondo intero.

Il giudizio politico e la valutazione dell’intera tragedia li lasciamo ad altri, noi cerchiamo di rappresentare le persone che subiscono questo dramma. Facciamo tutto ciò che è in nostro potere per fornire assistenza medica e pane alla popolazione civile di Kobane e dei dintorni. E speriamo, almeno su piccola scala, di lottare contro una certa impotenza che produce rabbia e di diffondere un barlume di speranza.

Come puoi aiutare

Prega, prega, prega. Agire insieme in preghiera è la cosa più importante ed efficace che possiamo fare. Se vuoi sostenere finanziariamente il nostro lavoro in Siria, puoi farlo con una donazione con la causale “panetteria/ospedale”. Se a motivo della guerra non dovessimo essere in grado di utilizzare i soldi come previsto, ne trarranno beneficio altri progetti nel Nord della Siria, non appena le strade saranno di nuovo aperte. Purtroppo, il trasporto di generi di soccorso nella zona di guerra non è attualmente possibile.