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Sdsudan NewsSudan del Sud: fame e malattie provocano una strage

Il referente ACP da Giuba ci racconta un dramma avvenuto a Boro Medina, nella parte occidentale del Paese, non lontano dal confine con la Repubblica centrafricana: centinaia di persone sono morte di fame o per la carenza di medicinali.

«Ho parlato con il presidente dell’autorità regionale e ho chiesto informazioni riguardo alla situazione; mi ha confermato che nelle ultime settimane ci sono state oltre 500 vittime, un numero spropositato che ha messo in difficoltà le stesse autorità: finora si è riusciti a seppellire solo un centinaio di salme, con tutti i rischi per la salute di chi vive nell’area». Secondo la testimonianza di una donna, tutti gli abitanti «sono sopravvissuti per giorni mangiando solo la frutta marcia che era rimasta a disposizione; una volta finita, hanno potuto solo aspettare la morte».

I racconti e le immagini che provengono da Boro Medina non hanno scioccato solo i nostri collaboratori locali, ma anche noi. Vogliamo, anzi dobbiamo aiutare quelle persone, affinché escano da questa drammatica crisi. «La situazione è tale - riferisce il nostro referente - che la gente nella zona si nutre di foglie e radici. Il mio appello è per un aiuto a tempo: chiediamo a tutti coloro che possono di darci una mano almeno per i prossimi quattro mesi, fino al raccolto. Dobbiamo fare presto: durante la stagione delle piogge è molto difficile raggiungere quelle località e il cibo che abbiamo lasciato loro basterà per appena tre settimane. Dobbiamo portare medicinali e altri generi di conforto molto velocemente per aiutarli a sopravvivere per i prossimi mesi».

Il nostro referente e il suo team sono pronti a tornare a Boro Medina nonostante i numerosi rischi: da un lato la situazione è incerta a causa delle bande armate che imperversano, ma anche per la cecità fluviale (oncocercosi), una malattia tropicale trasmessa dalla puntura di una mosca, che negli ultimi anni ha provocato una vera epidemia nella regione. Nel corso del loro viaggio anche i nostri collaboratori hanno rischiato il contagio, ma una volta tornati a casa hanno potuto contare sull’ivermectina, un farmaco in grado di salvare la vista di chi viene contagiato; vorremmo fornire il medicinale anche a tutte le persone a rischio infezione, e anche per questo progetto abbiamo urgenza di fondi: un piccolo contributo da parte tua può fare la differenza in molte vite.