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NV Usbekistan Frei1Uzbekistan: sono liberi!
All’inizio degli anni Novanta il vescovo Sergeij fa registrare ufficialmente la comunità di Taskent come chiesa. Oggi non sarebbe più possibile.
Non è un caso che l’Uzbekistan oggi sia al quindicesimo posto nell’indice internazionale tra i Paesi dove la persecuzione è più intensa.

Perseguitati da ogni lato
La persecuzione sociale dei cristiani da parte dei loro familiari e vicini di casa è una realtà quasi in ogni regione del Paese. Ne sono vittima soprattutto le persone che provengono da un contesto islamico e si convertono alla fede cristiana. A questa forma di persecuzione si aggiunge la pressione esercitata dalle autorità. Le riunioni religiose che non avvengono nelle chiese registrate e la distribuzione di letteratura cristiana sono proibite. Il possesso di Bibbie è limitato.
La situazione è particolarmente difficile nella provincia autonoma di Karakalpakistan nella parte occidentale del Paese. Durante un incontro con vari responsabili delle chiese della regione, testimonianze dirette raccontano degli ultimi tentativi di intimidazione e di perquisizioni domiciliari nei confronti di famiglie cristiane. Nonostante questo le chiese crescono e inventano modi insoliti di incontrarsi clandestinamente, sperimentando ripetutamente la potenza sovrannaturale di Dio!

L’avanzata della nuova generazione
Tamerlan (nome fittizio) era un giovane di salute cagionevole che soffriva di asma, fiato corto e di problemi cardiaci; i medici non riuscivano a trovare un rimedio alle sue patologie e Tamerlan finì per cadere in uno stato di depressione, finché non cominciò a chiedere di Dio, visitare moschee e avere dei colloqui con gli imam. Un giorno il padre gli raccontò di essersi convertito alla fede cristiana, gli parlò di Gesù e lo invitò a una riunione di culto. All’inizio Tamerlan rifiutò con decisione, ma poi riconobbe quanto fosse disperata la sua situazione e chiese a Dio di aiutarlo e di mostrargli una via d’uscita. Alla prima occasione accettò l’invito a una riunione: fin dall’inizio rimase profondamente colpito e accettò Gesù come suo Salvatore. Nel giro di un mese fu guarito da tutte le sue malattie e liberato da varie paure. Iniziò quindi a partecipare attivamente alla vita di chiesa, frequentando notti di preghiera, seguì un programma di discepolato e a gennaio di quest’anno ha assunto la responsabilità di una comunità.

Dio sta usando in maniera sempre più proficua le nuove generazioni. I giovani raccontano pubblicamente di Gesù e assumono responsabilità di guida sempre maggiori. Sta crescendo una nuova generazione di pastori uzbechi che porta avanti con passi strategici il lavoro delle generazioni precedenti. Anche se la libertà è minore rispetto al passato, sono veramente liberi!