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Madagaskar Madagascar di fronte all’avanzata islamica

Nel Paese le scuole coraniche crescono rapidamente, e le campagne contro la fede cristiana vengono portate avanti senza badare a spese.

Secondo i giornali locali la popolazione del Madagascar soffre di una grave povertà, e tra i suoi effetti si riscontrano anche cambiamenti sociali molto preoccupanti. Da alcuni anni, per esempio, si registra un incremento dell’islamizzazione nell’isola: mentre nel 2010 il numero di malgasci di fede musulmana si aggirava attorno all’1 per cento della popolazione (il Madagascar conta 25 milioni di abitanti), nel 2017 la percentuale ha già raggiunto il 15%.

Nel Madagascar si contano circa 1000 moschee e il numero delle scuole coraniche è in continuo aumento: del resto seguire gli studi presso gli istituti islamici è gratuito, inclusi il vitto e l’alloggio. I malgasci, generalmente poveri, vedono questa proposta come un dono dal cielo, e a queste condizioni la gente è pronta da accettare qualsiasi offerta: questo significa che i quartieri cittadini più poveri sono facile preda di chi promuove la radicalizzazione.

Nel Madagascar gli imam stranieri hanno cominciato ad acquistare copie della Bibbia dalla popolazione allo scopo di bruciarle. Una Bibbia viene pagata anche 100 euro - un vero patrimonio - mentre per un innario evangelico vengono offerti 25 euro. Gruppi di musulmani, tra cui numerosi stranieri, hanno attraversato intere regioni con questo obiettivo; tutte le Bibbie e gli innari così raccolti sono stati in seguito dati alle fiamme.